“La Cappella Sistina del Neolitico”

Un luogo magico nella Terra rossa dove crescono gli ulivi millenari

Testo del Prof. Angelo Carcagni

© IP

A partire dal momento in cui l’essere umano non può parlare per se stesso, perché è assente o perché è morto, o per la mancanza di documenti, vi sono ancora due testimonianze: quella dell’arte e quella della tecnica.

(André Leroi-Gourhan)






UBICAZIONE E MORFOLOGIA

Veduta aerea di Porto Badisco - Arch. R. Campa

La Grotta dei Cervi è una cavità naturale situata nella parte orientale della costiera salentina a circa 6 km a sud di Otranto, in provincia di Lecce, lungo la litoranea che da Otranto porta a Santa Maria di Leuca. Come risulta dalla mappa foto-topografica redatta sul sito da G. Salamina et alii (2000), la sua ubicazione è la seguente: Porto Badisco – Otranto (Lecce), località “Montagnola” : Carta I.G.M. 215 III SO, long. Est Monte Mario 6° 02’ 0’’, latit. Nord 40° 04’ 54’’, quota m.26 s.l.m. Si trova sulla sommità della baia di Porto Badisco, un’insenatura che penetra nella costa rocciosa per una profondità di circa 500 metri, ancora oggi non deturpata dalla cementificazione e dalla speculazione edilizia.

La zona, infatti, fino all’epoca del ritrovamento della Grotta, non era servita da corrente elettrica nè da fornitura idrica. Sulle pareti rocciose sono ben evidenti i segni lasciati dall’azione erosiva dell’acqua di un antico torrente che milioni di anni fa scendeva copiosa

dalla serra soprastante e si possono osservare facilmente stalattiti, stalagmiti e concrezioni calcitiche. segue >


FORME D’ARTE NELLA PREISTORIA EUROPEA

Il genere umano muove letteralmente i suoi primi passi nella natìa Africa all’incirca tre milioni di anni addietro : un tempo lontano al punto da essere inimmaginabile, nel quale i nostri progenitori ancora dalle fattezze scimmiesche si separarono dai progenitori degli scimpanzé. La storia dell’umanità ha inizio cinquemila anni fa, quando compaiono le prime tracce scritte. Dei quarantacinquemila anni precedenti – la cosiddetta <preistoria> – esiste soltanto la muta testimonianza dei siti archeologici in cui sono stati rinvenuti manufatti, utensili, scheletri e qualche raro dipinto rupestre.

La preistoria è la scienza che tende a conoscere l’uomo ed i suoi comportamenti nel suo habitat naturale, in tempi remoti e per i quali non possediamo documenti scritti. L’assenza di qualsiasi tradizione scritta, ovvero orale, relativa agli oggetti ed ai luoghi, confina la preistoria in una sfera dalla quale sono esclusi sia il fattore individuale che il susseguirsi degli eventi. Resta solo, nella migliore delle ipotesi, la percezione di un genere di vita e delle tecniche che lo caratterizzano. segue>


ARTE RUPESTRE PREISTORICA

Zona II - Gruppo 8 (partic.) - Foto Carcagni

Questo blog tratta in particolare delle pitture preistoriche parietali della Grotta dei Cervi di Porto Badisco nel tacco d’Italia ma ha anche l’intento di offrire una sintesi delle conoscenze che possediamo, ad oggi, su tale manifestazione artistica sviluppasi in Europa a partire dal Paleolitico, circa 40.000 anni addietro. Intendiamo, inoltre, sottolineare i punti oscuri che questo studio ancora presenta insieme ad elementi che possano avviarne la discussione, oltre ad esprimere qualche opinione dell’autore su tali questioni. L’arte preistorica parietale e rupestre, oltre a quella mobiliare, è l’unica forma di espressione simbolica delle idee, credenze, miti e riti, in una, dei pensieri e dei sogni dell’uomo arcaico sapiens che si è diffuso sull’intero pianeta da circa 40mila anni. Un recente censimento, eseguito su iniziativa dell’UNESCO, ha registrato in oltre 20 milioni il numero di figure rupestri superstiti, appartenenti a numerose decine di migliaia di siti, in alcune regioni concentrate in spazi naturalmente limitati. segue>


ARTE FIGURATIVA E ASTRATTA

Zona III - Gruppo 11 - Foto Carcagni

Le pareti della Grotta dei Cervi sono ricoperte da svariate figurazioni: uomini itifallici che tendono l’arco, donne, bambini, animali come cervidi, capridi e cani, oggetti di uso quotidiano (vasi, otri), nonché immagini astratte dal contenuto simbolico o forse magico. Gli ambienti si susseguono secondo criteri logistici: nella parte anteriore della Grotta probabilmente si svolgeva la vita quotidiana (rinvenimento di vasellame vario, ciotole, vasi e scodelle), mentre le zone più interne erano riservate a pratiche cultuali o iniziatiche. I pittogrammi della Grotta dei Cervi fanno rivivere all’osservatore scene di caccia al cervo che si ripetono ad ogni angolo del complesso ipogeo. Questo animale era molto diffuso all’epoca nella regione : ancora oggi qualche contadino, arando i campi vicini, ha ritrovato dentature di cervidi fossili e punte di frecce levigate.

Attualmente il territorio circostante, ricoperto di boschi fino in età romana , è stato riconquistato dalla gariga ed ha un aspetto in prevalenza roccioso. I cacciatori preistorici, dotati di archi e frecce, sono raffigurati nudi ad affrontare le prede con immagini nitide a distanza di millenni, nonostante il parziale degrado naturale dovuto ad infiltrazioni di acque dalla superficie, oltre a fenomeni di efflorescenze, incrostazioni calcitiche, scagliatura, corrosione e fessurazione dei supporti lapidei, puntualmente analizzati dal geologo Fulvio Zezza. Tuttavia, la temperatura quasi costante della Grotta, soprattutto nel tratto più profondo del corridoio centrale, la giusta umidità e l’accesso non facilmente individuabile, hanno permesso per migliaia di anni la perfetta conservazione di testimonianze culturali preziose del nostro passato preistorico . segue>


ARTE RELIGIONE MAGIA

Disegno M.Garroni - sautcreatif.com

L’arte parietale della Grotta dei Cervi rappresenta un superamento dell’arte figurativa paleolitica. Il Graziosi suggerisce una nuova interpretazione dell’attività estetica: partendo dall’idea che nell’arte parietale noi conosciamo le rappresentazioni senza un’eccessiva dispersione delle informazioni, ed anche il posto in cui le hanno collocate gli artisti del Neolitico, egli ha cercato di ritrovare un ordine nella distribuzione delle migliaia di figure dipinte lungo le pareti della cavità. Per questa operazione ha preso in considerazione non soltanto le raffigurazioni stilizzate di uomini e animali, ma anche gli innumerevoli segni astratti che le accompagnano. E’ stato così possibile mettere in evidenza delle costanti ed un ritmo nell’ornamento. Secondo questa interpretazione la Grotta è da considerarsi come un’entità globale a cui la decorazione, organizzata anch’essa come un tutto, darebbe un senso. Ciò non testimonierebbe soltanto delle pratiche magiche incontestabili, ma anche l’esistenza di un vero sistema di pensiero in cui il simbolismo rinvia al religioso. Questo sistema è organizzato sulla base del riconoscimento di un duplice principio, maschile e femminile, al quale non è estranea la dualità vita-morte. Maschile e femminile valorizzano il mondo esterno, concepito essenzialmente come un universo animalista, com’è naturale per una popolazione in prevalenza di cacciatori, universo in cui l’uomo prende coscienza della propria presenza nella rappresentazione di ciò che lui non è e tenta di avvicinarsi ai misteri interiori che sono principalmente la sessualità e la morte. segue>


LINGUAGGIO E PENSIERO SIMBOLICI

Zona VIII - Gruppo 39 - Foto Carcagni

Non è difficile supporre la condizione originaria dell’uomo primitivo che, partendo dalle potenzialità comuni ai primati e aggiungendo molti strumenti di cui essi erano privi, si manifestò inizialmente con gesti e suoni, riflessi e imitati in quelli degli animali, creature a lui simili. Accanto e più della fabbricazione degli utensili, l’evoluzione umana si è sviluppata mediante la capacità specifica dell’uomo di esprimersi in simboli con la parola, il ricordo, l’apprendimento, la previsione. La funzione e lo scopo del linguaggio per l’essere primitivo sono quelli della ricerca di un complesso di significati capace di ritualizzare tutte le sue attività. Il linguaggio nasce come strumento di riflessione e valorizzazione della vita, dell’esperienza umana nella sua indeterminatezza, ambiguità, nel suo aspetto emozionale, nel suo riferirsi ad oggetti reali o invisibili o ad avvenimenti non verificabili. Nel lungo e tortuoso processo di formazione della complicata struttura del linguaggio — com’è attestato dal ricco patrimonio mitologico arcaico — l’uomo si è infatti rivolto ai misteri cosmici inesplorabili e inspiegabili della vita, alle sue contraddizioni, alla sua irrazionalità. segue>


PITTOGRAMMI E DINTORNI

Zona XI - Gruppo 76 - da Graziosi

Questo blog si propone soprattutto di segnalare al lettore non-specialistico una manifestazione culturale, elaborata dalle prime comunità agricolo-pastorali dell’antico Salento neolitico e di far risultare, al di là dell’eredità pittorica – difficile se non addirittura impossibile da decifrare, ignorata dal grande pubblico e talvolta oggetto di elucubrazioni deliranti di certi autori – un po’ dell’anima umana e delle sue eterne inquietudini rispetto all’importanza della vita, della morte ed ai problemi del destino. Il disegno o in genere la grafica, analogamente ad un’altra forma di trasmissione informativa quale il discorso, è stato essenziale alla razza umana per migliaia di anni quale mezzo di esplorazione simbolico-estetica, rappresentazione visiva di idee, forma di comportamento e di comunicazione sociale, come ci confermano i resti preistorici da Altamira a Lascaux a Porto Badisco. Si può dire che il pittore si è evoluto in modo parallelo al poeta. I pittogrammi della Grotta dei Cervi fanno sorgere per chi li osserva e li vuole studiare un numero stragrande di problemi che è impossibile esaurire. E’ indiscutibile che ci colpisce la loro grande bellezza estetica, la fantasia dei grafemi, il gusto pittorico che essi contengono. Lo scopo del mio lavoro non è stato quello di renderli intellegibili mediante le nostre categorie logico-concettuali (perché quanto più vi riuscissimo tanto più ci allontaneremmo dalla loro comprensione), bensì di cercare di inserire nel loro mondo mitico-magico le rappresentazioni collettive espresse in forma artistica e simbolica. Ho preferito, pertanto,  mettere in luce, al di là dell’abilità tecnica degli artisti del Neolitico, le raffigurazioni pittoriche parietali di Porto Badisco come facenti parte integrante della visione del mondo dell’uomo primitivo che, attraverso di esse, esprime i suoi simboli, i suoi miti, i suoi archetipi psichici, volti a soddisfare risposte di modelli, fondamenti, valori, forse ancora vivi e presenti nella mentalità dell’uomo moderno. segue>